mercoledì 14 gennaio 2015

Le nuove carte inchiodano i Renzi sui debiti di azienda pagati dal Governo in barba alle regole

Quando il 7 gennaio con una conferenza stampa ho denunciato (documenti, dati e date alla mano)  che i debiti contratti dall'azienda di famiglia di Renzi erano stati pagati dal Governo Renzi con soldi pubblici e in parte dalla Regione tramite Fidi che li aveva garantiti, ero convinto che questa fosse una vicenda indegna e immorale.

Ero schifato anche dal fatto che Renzi fosse presidente della Provincia quando l'azienda della sua famiglia, azienda di cui era dirigente, chiedeva a Fidi (partecipata della Provincia stessa) la garanzia del proprio debito, era Sindaco quando il finanziamento era stato garantito ed è Presidente del Governo ora che il Governo ha ripianato il debito contratto dall'azienda della sua famiglia.

In una nazione normale un leader politico cade e sparisce per molto meno. 

Non avrei mai immaginato però che anche l'iter burocratico fosse irregolare.

SCARICA QUI LA RISPOSTA INTEGRALE ALLA MIA INTERROGAZIONE IN CUI LA GIUNTA CONFERMA LE IRREGOLARITA' 

La garanzia di Fidi e la controgaranzia del Governo sono state rilasciate a CHIL perchè era una PMI femminile e toscana. Ma alla fine Governo e finanziaria regionale hanno pagato per CHIL POST s.r.l: società ligure e maschile. 
Se queste condizioni fossero state chiare fin dall'inizio la garanzia non sarebbe stata rilasciata. 
Quando i Renzi hanno trasformato l'azienda perdendo le condizioni che avevano permesso la garanzia, sono rimasti zitti zitti senza comunicare le novità alle Istituzioni e hanno permesso così che rimanesse in campo la garanzia.

Ma andiamo con ordine.

- Il Decreto Regionale N° 266 del 15 Gennaio 2009 è quello da cui parte il finanziamento e l'allegato B, parte integrante del decreto, è il regolamento che stabilisce come deve essere utilizzato il finanziamento e quali devono essere i rapporti tra Azienda e Istituzioni.

Tra queste:

1) L'azienda deve essere Toscana

2) La garanzia al finanziamento deve essere massimo al 60%, può essere elevata all'80% solo per imprese giovani o femminili


3) L'azienda e la banca devono comunicare qualsiasi cambiamento societario che riguardi queste condizioni



L'operazione di Chil con Fidi è garantita all'80% e non al 60% perchè PMI femminile. 

Noi sappiamo da nota ufficiale di FIDI che la garanzia di Fidi Toscana è stata deliberata il 15/6/2009, ma quando il finanziamento è stato erogato due mesi dopo, l'azienda di famiglia dei Renzi era formata solo da Tiziano Renzi (evidentemente non femmina).

Incassata la garanzia massima dell'80% come PMI femminile, senza nemmeno aspettare l'erogazione del prestito,  i Renzi si erano passati le quote societarie e le femmine di famiglia erano sparite dall'assetto societario.

Basta fare una visura camerale per vedere il passaggio di quote avvenuto il 29/07/2009


Il 14/10/2010 poi Tiziano Renzi ha anche spostato la sede dell'azienda fuori dalla Toscana, a Genova e ceduto le sue quote per 2000 euro a Gianfranco Massone (Ben altro era il valore aziendale presentato alla richiesta del finanziamento garantito).


 Nel frattempo era stato ceduto un ramo aziendale alle donne di famiglia, ma il prestito era rimasto alla società che poi è fallita, lasciando il debito da pagare a Regione Toscana e Governo Renzi con i soldi pubblici.

E' stata pagata una garanzia dell'80% per una società femminile e toscana ad una società maschile e ligure. 

Il regolamento del finanziamento prevedeva per l'Azienda l'obbligo di comunicare i cambiamenti. A detta di Fidi questo non è mai avvenuto contravvenendo quindi al regolamento e falsando le condizioni previste per la garanzia.

Se l'Azienda a cui è stato pagato il debito fosse stata presentata così al momento della richiesta, non avrebbe ottenuto un solo euro di garanzia.

Invece dopo la violazione del regolamento da parte dei Renzi, Fidi Toscana ha pagato €26.311,47 e il Governo Renzi, tramite il Fondo di Garanzia, €236.803,23.

Ma non lo dico solo io, questa mattina la stessa Giunta, rispondendo a una mia interrogazione, è costretta ad ammettere che le regole sono state infrante. (Scarica qui la risposta all'interrogazione)




Per molto meno altri sono stati condannati per truffa.
















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