martedì 23 settembre 2014

Immobili ASL: Marroni venga a dirci perché ha firmato il falso

Rossi, Marroni, Donati, Tosi e altri sono firmatari di atti discordanti con la realtà. Qualcuno non ha detto tutta la verità, sull’acquisto di alcuni immobili da parte dell’Asl fiorentina. L’Asl ha ottenuto fondi dallo Stato per comprare uno stabile dove effettuare la libera professione intramuraria, pur prevedendo di realizzare in quell’edificio una residenza sanitaria. E’ un rebus su voglio far luce ma è da cinque mesi che l’assessore alla Salute Luigi Marroni rinvia l’audizione in Commissione d’inchiesta.
L’assessore ci ha dato disponibilità per il 14 o il 16 ottobre ma è da giugno che aspettiamo che venga a riferire e a rispondere al Consiglio regionale sulla sua trasparenza. Marroni è stato chiamato in Commissione perché coinvolto nella vicenda dell’acquisto di una serie di immobili da parte dell’Asl, avvenuto nel 2009 per una cifra complessiva di 8 milioni, e non vorremmo che continuasse a prendere tempo per evitare di essere ascoltato.

Ho deciso di facilitargli il lavoro anticipandogli pubblicamente ciò che intendo domandargli in Commissione: Vorrei sapere perché nel 2009 Marroni ha firmato atti secondo cui un immobile in via Garbasso (zona viale Volta) sarebbe servito per la libera professione intramuraria, accedendo così a fondi statali ad hoc, ma poi la libera professione intramuraria non è mai stata fatta. In quell’immobile è stata invece realizzata una residenza psichiatrica. Qualcuno in questa storia non dice il vero: Pierluigi Tosi (oggi direttore delle Scotte di Siena ma all’epoca dirigente della Asl) sostiene che la destinazione non era mai stata prevista per la libera professione né sapeva che l’Asl avesse chiesto finanziamenti statali, mentre Carla Donati (oggi direttore dell’organizzazione della giunta, all’epoca funzionaria dell’assessorato alla Salute retto dall’attuale governatore Enrico Rossi) asserisce che sin dal principio l’unica opzione era per la libera professione intramuraria.
Insomma la Regione Toscana ha preso soldi sapendo che stava dichiarando il falso, e al di là di ogni risvolto giudiziario è il dato politico che ci interessa: qualcuno ha mentito, truffando lo Stato, e non può continuare a stare al suo posto. Ecco, comprendo il suo imbarazzo ma da Marroni vorremmo sapere chi ha detto il falso negli atti ufficiali.
La destinazione d’uso dell’immobile non è l’unico punto oscuro della vicenda: nel caso di uno stabile in via Salvianti a Calenzano, l’assessore ha garantito l’immediata utilizzabilità della struttura. Peccato che in quel momento la struttura non esistesse ancora.